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LA VITA NELLE MANI , LE ARTI PER LA SALUTE
 

progetto pilota di prescrizione sociale per la prevenzione e la cura delle dipendenze da internet e dell'isolamento sociale

 

Il progetto "LA VITA NELLE MANI: LE ARTI PER LA SALUTE" interviene nel Municipio IX di Roma per contrastare il malessere giovanile, per rispondere . all’emergenza legata al ritiro sociale (Hikikomori), all’ansia e all’abuso di psicofarmaci, attuando il modello del Welfare Culturale,  per trasformare il patrimonio museale in presidio di salute pubblica.

Il progetto mette a sistema la Direzione Scientifica del marchio CDI narrAZIONI, introducendo la "Prescrizione Sociale" tramite il metodo di Drammaterapia Integrata, già codificato e diffuso tramite un Convegno (maggio 2026) . L'intera rete beneficia della supervisione costante e del coordinamento della Direzione Scientifica, garantendo coerenza metodologica tra sanità e cultura. L'autorevolezza clinica è supportata dal Distretto IX-ASL Roma 2, mentre il monitoraggio dell'impatto sociale è affidato all'Università Tor Vergata.

Azioni:

  1. Rete e Formazione: Abilitazione tecnica dei medici alla “Ricetta Sociale” tramite corso di formazione  supervisione e protocolli clinici condivisi.

  2. Aggancio e Link Working: Sportello Digitale di accoglienza e orientamento su piattaforma CuraPerMe per analisi della domanda e matching metodologico.

  3. Percorsi di Cura e Prevenzione:cicli di laboratori espressivi (Mani Creative, Sonore, Solidali, Marziali) presso il Museo delle Civiltà; attivazione di percorsi individuali personalizzati in presenza e  in setting digitale con Avatar su richiesta per ritiro acuto.

  4. Mobilità Culturale: Attività nei musei regionali con conduttori specializzati per il recupero della socialità.

  5. Monitoraggio e Restituzione: Validazione scientifica degli outcome; mostra artistica e Convegno Scientifico finale.

  6. Nella prima annualità  saranno coinvolti 60 beneficiari diretti (ragazzi 14-22 anni e genitori) e 15 medici (MMG/Pediatri). 

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Il progetto

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Il malessere giovanile contemporaneo si configura oggi come una sfida sociale di primaria urgenza, caratterizzata da una progressiva tendenza degli adolescenti a chiudersi in se stessi e a somatizzare il proprio dolore, un segnale d'allarme che colpisce ormai circa un ragazzo su cinque.

A livello generale, assistiamo a un’escalation di disturbi d’ansia e fobie sociali che, intrecciandosi a un uso problematico della rete, alimentano un senso di solitudine paradossale proprio nell’epoca dell’iper-connessione.

Questa sofferenza silenziosa sfocia sempre più spesso in un mercato sommerso di automedicazione, dove molti studenti utilizzano farmaci per il sonno o per placare l'angoscia senza alcuna supervisione medica.

In questo scenario, la  Regione Lazio rappresenta un terreno particolarmente critico, dove i dati statistici delineano una vera emergenza sanitaria e sociale. Il territorio regionale mostra infatti una preoccupante diffusione delle dipendenze digitali.

La gravità della situazione trova conferma clinica nell’aumento degli accessi al pronto soccorso pediatrico per crisi neuropsichiatriche e in un tasso di medicalizzazione allarmante. L’intervento si focalizza nel IX Municipio ,  in un territorio vasto, dove le grandi distanze e la frammentazione urbana possono rendere difficoltoso l'accesso ai centri di aggregazione, l'isolamento geografico rischia di amplificare molteplici forme di disagio giovanile, rendendo necessario un intervento sulla fascia  che garantisca continuità tra il segmento 14-17 e i giovani adulti che spesso faticano a trovare punti di riferimento nei servizi tradizionali.

L'innovazione risiede nella Drammaterapia Integrata  , metodo validato da CDI narrAZIONI attraverso diversi studi pilota .

A differenza di approcci ricreativi, questa metodologia si fonda su solide basi scientifiche e su applicazione  in ambiti complessi (oncologia, malattie rare, PMA). Il metodo supera la dicotomia tra approccio verbale e corporeo, fondendo tecniche psicocorporee, immaginative e narrative con le Arti Terapie.

Il cuore scientifico risiede nell'uso della metafora , che funge da "ponte sicuro" per esplorare i blocchi emotivi senza l'esposizione diretta del trauma.

Le attività spaziano dallo  Sportello Digitale di accoglienza  (con psicologi Link Worker ) ai percorsi individuali (in presenza o digitali con Avatar  su richiesta), fino ai laboratori museali  e alle giornate intensive nei Musei del Lazio.

La collaborazione con l’ Università di Roma Tor Vergata  garantisce il monitoraggio e la validazione dell'impatto sociale .

 

​​Il progetto coinvolge

  • Giovani e Adolescenti : dai casi di ritiro sociale acuto ai profili con ansia sociale (supporto individuale e laboratori museali).

Sono inclusi i , destinatari di colloqui clinici e supporto specifico contro il burnout per ripristinare  la comunicazione familiare.

  • Medici del territorio: MMG e Pediatri , nodi strategici della rete. Sono destinatari di una formazione blended (digitale e presenza) e di una supervisione clinica costante per l'attuazione della Prescrizione Sociale.

  • Comunità Educante : stakeholder e cittadini coinvolti nelle azioni di sensibilizzazione e nell'evento finale di restituzione dei dati .

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